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| La Struttura della Rete di Monitoraggio dell'Inquinamento Atmosferico |
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[POSIZIONAMENTO DELLE CENTRALINE FISSE] [STRUMENTAZIONE DELLE STAZIONI DI RILEVAMENTO] [CLASSIFICAZIONE STAZIONI DI MONITORAGGIO] [GLI INQUINANTI E PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO] La rete di monitoraggio per il rilevamento dell'inquinamento atmosferico della Provincia di Ancona, installata nel 1987, ha subito nel corso degli anni integrazioni, modifiche ed aggiornamenti, sia alle strumentazioni analitiche che al sistema hardware e software. La rete di rilevamento e' la risposta dell'Ente Provincia al problema del controllo dell'inquinamento atmosferico, agli obblighi previsti inizialmente dalla Legge 615/66 eda una normativa in continua evoluzione. Gli obiettivi che la rete di monitoraggio si prefigge sono i seguenti: 1)- documentare il rispetto o il superamento degli Standard di qualità dell'aria secondo il DM 02/04/02 n.60; 2)- fornire un contributo allo studio della dinamica dell'inquinamento atmosferico nel territorio provinciale; 3)- fornire uno strumento di gestione del territorio per programmi di risanamento ambientale. Per il raggiungimento di tali obiettivi, la rete, integrata con le indagini eseguite con il Laboratorio mobile, costituisce una notevole banca di dati sull'inquinamento atmosferico, elaborati e correlati di dati meteorologici in costante e continuo aggiornamento. Tale mole di dati, in una fase successiva, verrà confrontata con quelli ricavati dal catasto delle emissioni in atmosfera della Provincia che è in fase di aggiornamento e sviluppo. Le stazioni di rilevamento rispondono alla scelta del controllo delle situazioni più significative e di maggior inquinamento del territorio provinciale, come : - le emissioni di origine industriale presenti in Falconara e nel porto di Ancona; - le emissioni dell’inquinamento da traffico nei centri urbani, in punti ad alta densità veicolare, nelle città di Ancona, Fabriano, Chiaravalle, Senigallia, Osimo, Jesi, Montemarciano e Torrette di Ancona; La rete attualmente e`costituita da quattordici cabine fissecoadiuvate da un laboratorio mobile (il primo ad entrare in funzione nella regione Marche), da un centro operativo provinciale per la raccolta e l'elaborazione dei dati, da un terminale installato presso l’ARPAM per la validazione dei dati e collegato al Centro per la visualizzazione dei dati su Internet e da un terminale installato presso il Comune di Falconara. In totale la rete è dotata di 65strumenti analitici , tutti funzionanti in automatico 24h al giorno. E’ inoltre fondamentale per la verifica del trasporto a distanza degli inquinanti atmosferici lo studio dei fattori meteorologici per cui la rete di controllo è provvista anche di 60 sensori di misura meteorologici. I sistemi di controllo dell’inquinamento atmosferico sono sistemi complessi di conoscenza delle fonti emittenti in atmosfera e dello stato di salubrità dell’aria. La normativa italiana nel settore dell’aria ha recepito buona parte delle direttive CEE ed ha previsto una strategia di controllo basata sul catasto delle emissioni in atmosfera e sulla rete fissa di controllo provinciale integrata con misure sul territorio mediante l’utilizzo di appositi Laboratori Mobili. La conoscenza sistematica delle fonti di inquinamento e dello stato dell’ambiente permette anche la verifica della bontà dei correttivi imposti mediante atti legislativi nazionali e regionali che mirano alla riduzione dell’ inquinamento atmosferico. Non è però pensabile di risolvere il problema dell’inquinamento dell’aria solo con una strategia di controllo analitico: occorre che agli atti conoscitivi facciano seguito conseguenti atti amministrativi e scelte programmatiche che mirino ad una efficace difesa della salute della popolazione esposta ed in senso più generale alla difesa dell’ambiente inteso come ecosistema. In questa logica va utilizzato il catasto degli scarichi in atmosfera, come strumento di conoscenza che permette anche la programmazione del risanamento puntuale, presso la fonte emittente. Per quanto riguarda il settore industriale, con l’emanazione del DPR 203 del 1988 di recepimento delle direttive CEE, le imprese hanno presentato alle regioni a partire dal 1990 la dichiarazione delle emissioni in atmosfera; successivamente, con il Decreto del Ministero dell’Ambiente del 12/7/90, sono stati fissati i limiti alle emissioni inquinanti: chi era “fuori dei limiti” ha dovuto presentare un progetto di risanamento industriale con tempi stabiliti dalla normativa. E’ perciò sufficiente correlare in modo ordinato tutti i dati disponibili per conoscere la quota di inquinamento di origine industriale, suddivisa per zone di interesse; essa può essere rilevante o poco consistente a seconda della realtà industriale degli insediamenti nel territorio. Altra fonte potenziale di inquinamento atmosferico è rappresentata dagli impianti termici da riscaldamento che costituiscono un peculiare contributo specifico della stagione invernale. Esiste la necessità di un censimento degli impianti termici disaggregando i dati degli impianti metanizzati da quelli a gasolio o ad olio combustibile, che la Provincia sta predisponendo. Infine anche il traffico veicolare rappresenta una quota rilevante di contributo all’inquinamento dell’aria; è evidente che interventi in tale settore, oltre che nell’ambito, ove previsto, dai P.U.T. (Piani Urbani Traffico), devono essere inseriti in un contesto di programmazione urbanistica, dei servizi e delle infrastrutture su scala molto ampia. Solo riuscendo a correlare i dati delle varie fonti di emissione si potrà avere un quadro completo ed esauriente della situazione; solo intervenendo poi in modo ampio e coordinato si potranno diminuire i livelli di inquinamento che, nella nostra Provincia, se non ancora allarmanti sono ormai a soglie che meritano una particolare attenzione e controllo. SCHEMA DI FUNZIONAMENTO DELLA RETE PROVINCIALE
SCHEMA ATTIVITA’ CENTRO OPERATIVO PROVINCIALE
STRUTTURA DELLA RETE E UBICAZIONE DELLE CABINE La collocazione delle centraline di rilevamento corrisponde ad alcuni punti più significativi del territorio provinciale caratterizzati da concentrazioni di inquinanti dovuti alle attività industriali e portuali e al flusso di traffico veicolare: a) le emissioni di origine industriale presenti in Falconara e nel porto di Ancona; b) le emissioni dell’inquinamento da traffico nei centri urbani, in punti ad alta densità veicolare, di Ancona, Fabriano, Senigallia, Chiaravalle, Osimo, Jesi e Torrette di Ancona. Il laboratorio mobile interviene su tutto il territorio provinciale integrando i dati delle centraline esistenti e dove queste non sono presenti costituisce un valido supporto per il controllo degli inquinanti e un valido test per una eventuale installazione futura di cabine. |
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